Questione di Housing – Bassanonet

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Sgombriamo subito il campo da ogni possibile dietrologia di stampo politico: l’Housing Sociale non è, come sostenuto da alcune correnti di pensiero, un concetto urbanistico komunista.
Perché è vero che alcuni tra i più interessanti esempi di questo innovativo sistema di edilizia calmierata alle esigenze della fascia di popolazione a reddito medio basso sono stati realizzati nella “rossa” Emilia Romagna.
Ma è altrettanto vero che nella “verde” Lombardia è stato edificato “Cenni di cambiamento”, in via Cenni a Milano: il più grande progetto di Housing Sociale in Europa, che ha dato vita a un quartiere-modello dotato di servizi collettivi e spazi ricreativi di prima fascia, mirati allo sviluppo di una rete di rapporti di buon vicinato solidale.
Entrambe le esperienze saranno raccontate nel convegno “Gli esiti del sondaggio sull’Housing Sociale nel territorio bassanese”, in programma dalle 15 alle 18 nella sala Chilesotti del Museo Civico di Bassano del Grappa.
Tra i relatori dell’incontro interverranno infatti anche il direttore generale di ACER Ferrara Diego Carrara, che parlerà delle “Pratiche di Housing Sociale” nella città emiliana, e Milena Prada della Fondazione Housing Sociale di Milano, che illustrerà la filosofia residenziale, urbanistica e sociale di “Cenni di cambiamento”.
Sarà una full immersion nei più diversi aspetti di una tipologia di risposta alle esigenze abitative della cosiddetta “fascia grigia” della popolazione – che non riesce a pagare un affitto o un mutuo sul libero mercato immobiliare privato, ma non può accedere ad un alloggio popolare, ovvero di Edilizia Residenziale Pubblica – a cui il Comune di Bassano guarda con sempre maggiore attenzione.
A partire ancora dall’Amministrazione Cimatti, sotto la quale era stato lanciato il sondaggio alle famiglie bassanesi per capire l’effettivo fabbisogno di soluzioni di Housing Sociale in città. E a proseguire con l’Amministrazione Poletto, che prendendo il testimone dell’iniziativa promuove l’incontro al Museo per fare il punto, come sottolinea il manifesto del convegno, su una “importante opportunità socioeconomica per rilanciare il settore edile, il mercato immobiliare e quello degli affitti”. Partendo proprio dai risultati del questionario che, grazie anche alla preziosa collaborazione dei Consigli di quartiere, è stato distribuito ai cittadini.
“Il valore più grande di questo sondaggio è far capire all’Amministrazione dove si vuole andare, non solo sull’Housing Sociale ma sull’abitare a Bassano. E’ anche uno strumento utile alle categorie economiche e alle imprese della filiera edile riguardo alla ricerca di mercato sulla casa, che dà il “polso” su che tipo di offerta dare, rispetto alla domanda che negli ultimi anni è molto cambiata.”
Lo dichiara l’assessore comunale alle Attività Produttive Giovanni Cunico, che presenta l’iniziativa alla stampa assieme all’architetto Massimo Vallotto, responsabile del gruppo di lavoro b_urbanpro, di stanza all’Urban Center, che ha elaborato il sondaggio.
“E’ un percorso che indica come uscire dalla stagnazione e dalle nebbie progettuali in campo immobiliare – aggiunge Vallotto -. L’Housing Sociale è fondato su un circolo virtuoso che prevede la rigenerazione delle aree degradate, un meccanismo accessibile in cui le aree di proprietà pubblica vengono concesse a titolo di investimento sul benessere della popolazione, un’opportunità per l’imprenditore provato che vi accede tramite bandi non al massimo ribasso ma con un ricarico etico e strumenti finanziari di appoggio.”
Non a caso, tra i relatori dell’incontro, ci sarà anche Anna Fasano, vicepresidente di Banca Etica, l’istituto di credito per l’economia solidale e sostenibile nel cui ambito è sorto un progetto di fondo immobiliare destinato proprio all’Housing Sociale.
La quale, appunto, non va assolutamente confusa con gli alloggi popolari.
Le case in social housing, infatti, sono generalmente costruite con parametri edilizi ed energetici di qualità e oltre all’aspetto residenziale sono inserite in un contesto che facilita l’integrazione sociale e il benessere abitativo dei proprietari o locatari. L’usufrutto è previsto in varie formule (affitto a canone calmierato, affitto con patto di futura vendita, acquisto a prezzo convenzionato eccetera) per le persone immesse in graduatoria secondo i requisiti richiesti.
A giudicare dalla risposta al sondaggio sull’Housing Sociale, si tratta di un tema che attira l’attenzione. A fronte dei circa 19.700 nuclei familiari residenti a Bassano, la maggior parte dei quali composti da una sola persona, la soglia minima a cui aspirava l’indagine per poter essere obiettivamente indicativa era stata fissata nell’ordine delle 200 risposte. Ne sono arrivate invece oltre 360, di cui 338 risposte valide.
I due terzi dei bassanesi interessati all’argomento sono composti da nuclei familiari già esistenti, con figli, mentre un terzo del campione di popolazione è rappresentato da anziani, vedovi e da persone che non hanno ancora costruito una nuova famiglia. La risposta è arrivata prevalentemente da coppie e la tipologia di spazio più richiesta è quella di appartamenti trilocali o quadrilocali, con due camere da letto, molto richieste anche dai single. Non per dormire in due stanze differenti, ma per adibire una delle due a studio di lavoro.
Tra i servizi che sarebbero graditi nelle vicinanze dell’abitazione svetta al primo posto la farmacia, seguita a ruota dai negozi di vicinato. E seppure tutti si spostano in automobile, un questionario di quattro esprime la richiesta di infrastrutture per la mobilità in bicicletta. Secondo i cittadini “sondaggiati”, inoltre, le spese complessive per la casa dovrebbero pesare sul reddito familiare per circa il 26%. Solo una chimera? L’Housing Sociale va comunque in questa direzione: l’efficienza energetica degli edifici abbatte infatti notevolmente il carico di spesa delle utenze.
Questi ed altri aspetti, su una tematica comunque nuova e misconosciuta per il nostro Paese, saranno sviscerati dai vari interventi dell’incontro di venerdì.
Una nuova frontiera dell’abitare basata su accordi di programma tra pubblico e privato. Laddove possibile, l’Amministrazione mette a disposizione terreni di sua proprietà per la realizzazione della comunità abitativa (per Bassano, l’area attualmente più indicata sarebbe quella dell’ex caserma Fincato). Per le proprietà private, ad esempio delle aree dismesse, lo stesso accordo può essere raggiunto con i meccanismi della perequazione e del cambio di destinazione d’uso.
Comunque sia, non si tratta di “lottizzazioni” o di complessi edilizi del libero mercato destinati a rimanere, come possiamo vedere girando per Bassano, il più delle volte vuoti. L’Housing Sociale è tutt’altra cosa. Come sintetizza l’architetto Vallotto: “Non si tratta di casette a schiera-dormitorio, ma di nuovi atteggiamenti di vita.”

[da bassanonet.it]